Music and lyrics by Inverno
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I - The Cold Requiem For The Snow
Lacrime nascoste…
caddero!
Scriveranno sulle tombe
che oggi un uomo è morto.
Scriveranno sulle tombe
ch’oggi un uomo ha combattuto.
E’ la quiete,
e un riflesso nella neve,
così rosso
come fu il mio sangue sparso.
Ora io ritorno a Satana.
Ed in me rivive Satana.
Oh quante volte su noi
venne quella pioggia
che non potremo sentire mai più.
Oh quante volte su noi
esistettero quelle nubi,
che non potremo vedere mai più.
Fu un giorno in cui combattemmo
a marchiare la nostra caduta,
ed il sole fu l'ultima immagine
nei nostri occhi.
Ed anche se domani
al levarsi del mattino
noi non ci leveremo,
esisteremo per sempre,
perchè il nostro ricordo
sarà reso ora immortale.
II - Among The Ruins
L’eterna Signora Delle Nevi
l’esistenza smarrì nella tormenta.
Rammentata dalla Luna
sulle nubi calate sulle alture
e le valli velate di silenzio.
Lenta un’armonia risuona nelle ombre,
dai colli e sino al mare si diffonde,
un lamento dal sepolcro, il requiem ultimo.
Poca cosa rimane.
La Disgrazia silenziosa è venuta in questo luogo
e ne ha proferito il nome.
Il Nero Angelo ha spezzato le proprie ali.
III - Dies Nacht: III
Vieni ora alla tua fonte,
vieni ora, sei l’Inverno.
Come il vento e la tempesta
spazzerai ogni cosa vana,
sanerai ogni cosa greve.
Compi la condanna adesso,
cadrà ognun dei pii mortali
che batterono il terreno.
Fio per essi, non v’è gloria
Nel fallire per il Culto.
Dall’oriente sino all’ovest vedo or libere or le piane
e il ritorno della notte a velare ogni fuscello.
Quell’oblio ch’ebbe regnato qui permane, nuovo e vivo.
Grave e cupo, sol spezzato
dall’alzarsi della brezza,
dai miei passi sulle lande.
IV - Cristalli D’Abisso, E Tra I Rovi: La Luce.
Insolito non fu
il vedere la luce, di notte,
osservando le mosse dell’Eterno
dal bosco.
La selva era fitta
e tra i rovi non riusciva a passare
perché a ogni passo una spina
penetrava la carne
lacerando i suoi freddi piedi discinti.
Gli ardori tangibili di trascendenti cuori
chiudevano la strada
impedendo alle menzogne
di addentrarsi in quel luogo ancora puro:
vennero bandite nel corso di istanti perduti,
sul nome
del Signore Dell’Abisso.
Dall’esterno s’udiva strepitare la voce,
pervasa d’incanto e l’abbaglio del giorno.
E cantava di morte, e nel cielo e di gloria,
per coloro che ammirano il firmamento la prima volta
soltanto quando cadono esanimi e giacciono,
e sventura e dolore per taluni
per cui sacrificio e completezza furono l’essenza d’una vita.
Ma la voce era solo un’eco,
fu spezzato al primo canto del corvo.
V - Scure Mattine Di Pioggia D'Inverno
Queste case, questo fiume…
Pongo le mani su la loro memoria.
Proiezioni di vecchie
scure mattine di pioggia d’inverno.
VI - Abbandonato Al Vento Ed Alla Pioggia
Sotto alcuni pini morti
senza tumuli né tombe,
giace ora la mia ombra.
Sto sognando ciò che è stato,
della vita che è venuta
la memoria esiste ancora
Chiari provo i sentimenti,
il ricordo del disprezzo,
la visione del dolore
e l’immagine di un cielo
che cadeva nella notte.
Rimembrar remote gocce
che scendevano sui campi
al passar della tempesta.
Rievocando sto quel freddo,
ed il fievole tremore
di una notte di settembre.
Ma di ciò non v’è più nulla
ed or vengon solo i corvi
a me, a lacerar la carne.
Ma i rimpianti sono inezie
perché un sogno si è avverato,
ed io in volto vidi Samael
quando prese la mia anima.
VII - Falling, Forever As The Snow
[Instrumental]
VIII - Dies Nacht: I
Sconosciute piane afflitte,
tra gli steli d’erba che s’abbracciano.
Ho spaziato le distese in ogn’autunno,
dì per dì vidi scendere l’inverno...
…ogni volta…
…così niveo…
Sino al cielo quella nebbia dilatava,
sino al cielo non vi s’innalzava fronda.
Pochi steli, tanti morti,
e fuscelli già spezzati sui miei passi.
Prima luce non fu mai a bruciar ‘l creato,
ma qui limpido appariva, e fervente, il plenilunio
Mai fu notte tanto scura, né fu sito più riposto,
quando eternità e silenzio legan suolo così vuoto.
Dai massicci sì lontani cui la notte sta opprimente,
dall’eterno della bruma,
è tornato a nuova vita, bieco il raggio della luna.
Come fu in mancata sede,
una luce e poi fu grigio,
solo un grezzo abbaglio lieve
nell’oscurità sì greve.